Se da un lato i lunghi mesi del lockdown imposto dalla pandemia da Coronavirus hanno avvicinato milioni di persone all’ecommerce, dall’altro abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo di interi comparti, primo tra tutti -ovviamente- il mondo dei viaggi con un -86% a marzo e un -30% nel primo trimestre. Seguono i centri commerciali fisici (-82%) e gli outlet (-83%) (dati ecommercemonitor.it).

I numeri del lockdown
In questa situazione, a cui nessuno era preparato, dai governi ai comuni cittadini, il mondo dell’ecommerce ha risposto presente, facendo segnare in alcuni settori crescite a tripla cifra, mai neanche ipotizzate nelle previsioni più rosee. Parliamo dei comparti che trattano beni di prima necessità, come la spesa online, il petfood (+36%) e le farmacie online (+51%) per citarne alcuni, mentre altri, come ad esempio l’abbigliamento, non se la sono passata molto bene, complice anche l’incertezza economica che ha portato a limitare le spese ritenute non strettamente necessarie. (dati qapla.it)
Ecommerce non significa solo fatturati milionari
Ma attenzione a non pensare che ecommerce sia uguale ad Amazon o ad altri colossi simili, o almeno, non solo. Sicuramente i venditori online più strutturati solo stati i primi a raccogliere la nuova opportunità e a rendere un servizio ai cittadini ma ben presto -perché il mondo online si muove praticamente in tempo reale – tantissimi nuovi player locali si sono affacciati alla vendita online con ottimi risultati.
Si, perchè la vendita online non significa soltanto prodotti fisici consegnati same day da autisti costretti a gestire centinaia di consegne tutti i giorni a clienti sempre più impazienti di ricevere oggetti spesso non strettamente necessari, o non significa solo ricerca spasmodica di biglietteria varia al prezzo più basso.
In questi mesi abbiamo scoperto un nuovo ecommerce, fatto di piccole attività locali, spesso non molto avvezze all’uso della tecnologia, che in tempi record e rimboccandosi le maniche si sono convertite alla vendita o alla prenotazione online, supportate da aziende specializzate che sempre in tempi record hanno sviluppato soluzioni che hanno permesso ai negozi di prossimità di scongiurare la chiusura definitiva e a noi clienti di prenotare la spesa nei negozi di quartiere e riceverla a casa. Perchè come dicevamo prima ecommerce non è necessariamente sinonimo di multinazionali con fatturati miliardari da un lato o della ricerca del prezzo più basso a tutti i costi dall’altro.
Certo, il risparmio resta tra le leve principali che ci porta ad acquistare online, ma questo periodo ci ha aiutato a riscoprire altri valori che erano un po’ usciti dai radar, come la gestione del nostro tempo, o altre risorse come la scarsità di beni materiali e oggetti di uso quotidiano (pensiamo all’accaparramento dei primissimi giorni del lockdown)
Chi di noi non ha fatto almeno una volta la coda fuori dal supermercato per poter fare la spesa in sicurezza, senza pensare che l’aiuto della tecnologia in quel momento ci sarebbe proprio voluto? Bene, la tecnologia per evitare quella coda c’era già prima e si chiama Ufirst, applicazione tra l’altro italiana, mancava forse la voglia e la fiducia. Solo per fare un esempio. Altro esempio che possiamo citare è quello dei pagamenti dal proprio smartphone, quindi contactless, anche qui la tecnologia, sempre italiana, c’è e la app è quella di Satispay.
L’auspicio è quello che possa rimanere l’abitudine ad usare la tecnologia che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi per migliorare la vita quotidiana anche dopo questo periodo buio, senza arrovellarsi su questioni di privacy spesso troppo retoriche, specie se pensiamo a quanti nostri dati personali regaliamo quotidianamente ai nostri amati canali social.
Per dare qualche numero, si stima che con 70 “like” i nostri social possano raggiungere il livello di conoscenza che normalmente ha un amico o un coinquilino. Addirittura pare siano sufficienti 150 “mi piace” per far sì che l’algoritmo tratteggi la personalità di un utente in modo più preciso di quanto non potrebbe fare un familiare stretto.
Perchè il Local Ecommerce può salvare la tua attività
La pandemia ci ha insegnato che le piccole attività locali per loro natura hanno un’elevata propensione alla crisi, basta poco per veder spazzato via il lavoro di anni. Ma la conclusione non deve essere necessariamente la chiusura immediata e definitiva.
Nonostante la trasformazione digitale in atto, dove si sceglie sempre di più l’acquisto online puro nei prossimi mesi si affermerà e si consoliderà un nuovo trend, quello del Local Ecommerce, la sfida è quella di farsi trovare pronti alla chiamata.

In questi 20 anni passati online abbiamo imparato che un business funziona quando intorno ad esso costruisci un rapporto forte e sincero con il tuo pubblico. Se un piccolo imprenditore locale soddisfa un bisogno per la propria comunità troverà sempre un pubblico disposto a dargli fiducia. Per queste piccole realtà la strada non è necessariamente troppo ripida ma occorre ritrovare fiducia e tornare ad aprire il proprio negozio, ristorante, officina, salone o boutique, seguendo una strategia di Local ecommerce dedicata e personalizzata.
5 consigli per una strategia di Local ecommerce vincente
- Aggiorna il tuo sito web con un catalogo prodotti e servizi
Sicuramente in questi anni hai realizzato un sito web, oggi più che mai questo è il tuo canale di comunicazione con cui creare un legame forte con il tuo pubblico.
Aggiorna il catalogo con i prodotti (prezzi e disponibilità sempre aggiornati) e i servizi che offri e proponi la tua offerta al tuo pubblico di riferimento.
- Attiva differenti sistemi di pagamento
Offri ai tuoi clienti tante possibilità di pagamento online ma anche pagamento alla consegna o in negozio. Tra le tante soluzioni disponibili scegli quella che si adatta più a te e quella che preferisce il tuo pubblico. Se hai ancora dubbi, prova a chiedere ai tuoi clienti come preferiscono pagare.
- Offri servizio di consegna a domicilio
Stiamo parlando di Local ecommerce e non di vendita su Amazon, per questo dovrai offrire servizi e non solo prodotti. Costruisci un rapporto di fiducia dei tuoi clienti, aiuta chi ha difficoltà ad arrivare nel tuo negozio, i tuoi clienti lo noteranno e lo apprezzeranno e non sceglieranno più di comprare in base al prezzo basso ma sulla base di un rapporto che stai costruendo con loro.
- Introduci il salta coda per non far perdere tempo ai tuoi clienti
I clienti che entrano nel tuo negozio, sempre più spesso non hanno il tempo di attendere, fare la fila, pagare alla cassa. Se prepari la loro spesa, impacchetti tutto e quando arrivano devono solo ritirare, sceglieranno te.
- Inserisci la possibilità di ordinare al telefono per i clienti più anziani o meno digital
Si parla di local ecommerce ma, è buona norma dare la possibilità di chiamare per ordinare tramite telefono. Non tutti possono accedere al sito e consultare il tuo catalogo.
