'Chi ha rovesciato il caffè sul server europeo di Google?' questa è la domanda (ironica) che ci siamo fatti lunedì 14. Il secondo pensiero è stato 'Si è rotto Google... il 2020 continua a colpire...'. Ma cosa c'è dietro al down del sistema Google che ha colpito tutta l'Europa lunedì 14 dicembre? Te lo racconta Sibicom.
Dalle schermate FAKE all'interruzione dei servizi Google
L'incubo di ogni boomer è accaduto: è sparito GOOGLE. Chi ha un parente un po' attempato o poco avvezzo all'utilizzo dei mezzi informatici potrebbe essersi sentito dire questa frase altre volte. In tempi normali la cosa sarebbe stata facile da interpretare: sarà semplicemente sparito il collegamento dell'icona di Chrome dal desktop del pc o del tablet. Ma lunedì 14 non è stato un giorno come gli altri: il server europeo del colosso di Mountain View ha avuto un crash causando innumerevoli disagi, in particolare alle già difficili DAD (Didattica A Distanza).
Già dopo pochi minuti dal down, che...
La bibliografia sul confronto generazionale è ricca di contributi che ne approfondiscono tutte le sue sfaccettature. Dall’analisi delle fotografie fatte su capacità di spesa, esigenze d’acquisto e dimestichezza con gli strumenti digitali è possibile delineare anche dei profili dal punto di vista dei pagamenti. Dai Baby Boomer (conosciuti anche solo come boomer) alla Generazione Zeta: come cambiano le abitudini di spesa e i metodi di pagamento preferiti.
Baby Boomer: chi sono e come spendono
Gli appartenenti a questa generazione sono nati indicativamente tra la seconda metà degli anni 40 e i primi anni 60.
Rappresentano la generazione economicamente più stabile e con la maggiore capacità di spesa, hanno goduto del boom economico che ne ha migliorato il tenore di vita nel tempo e ha permesso loro di accumulare risparmi.
Sono scarsamente esposti in termini di debito, hanno investimenti finanziari e coperture assicurative; spesso non hanno uno smartphone o, se ce l’hanno, il loro uso si limita a telefonate, SMS e all’uso di piattaforme alternative...
Lo smart working è senza dubbio stata una delle grandi rivoluzioni del new normal in tempo di pandemia. Ma è davvero un successo? Oppure si sta rivelando un fallimento come la DAD (didattica a distanza)?
Non c'è dubbio che la qualità della vita di alcune persone migliora quando si lavorano da remoto. Il cittadino medio trascorre quasi un'ora nel viaggio casa-lavoro e chi vive fuori città spesso impiega anche più tempo. Alcune persone sono più produttive in un ambiente domestico tranquillo, mentre altre non vedono l'ora di tornare in ufficio.
Dovremmo temere l'offshoring del lavoro a distanza?
Con offshoring o outsourcing si intende la delocalizzazione della produzione dislocata in regioni o stati diversi. Questo accade quando, alcune aziende informatiche (per esempio) appaltano lavori di SEO o costruzione grafica dei siti a professionisti in India o Romania. Anche questa, d'altro canto, è globalizzazione.
Alcune grandi aziende estere si sono trovate davanti personale che non possedeva, da remoto, connessioni internet stabili, che solitamente non navigava se...
Whatsapp, la più famosa (in occidente) app di messaggistica istantanea ha aperto al mondo il suo business dando una bella opportunità alle aziende per comunicare con la propria audience... ma attenzione al sovraccarico di messaggi!
In principio... erano gli SMS
Le app di messaggistica istantanea, Whatsapp su tutte, rischiano di mandare in pensione in pochi anni gli sms, che avendo un seppur minimo costo di invio restano poco utilizzati dalle aziende. Sebbene gli sms vengano aperti da chi li riceve con un tasso decisamente più alto rispetto a tutte tutte le altre forme di comunicazione e sono quindi ancora un efficace strumento di marketing per comunicazioni promozionali semplici, presentano funzionalità piuttosto basiche e non gestiscono agevolmente l’invio di file multimediali.
I numeri dell’ sms marketing sono comunque ancora di tutto rispetto e alcune proiezioni li danno in ripresa. Le ultime ricerche evidenziano che il 96% degli sms inviati viene aperto e che il 90% delle letture avviene nei primi 3 minuti dalla ricezione....
I valori di brand nella nuova normalità
La certezza è quella di aver lasciato una normalità e di averne trovata un’altra.
La normalità dei nostri negozi fatta di tante persone, voci, strette di mano, consigli dati da vicino è improvvisamente finita, lasciando spazio nostro malgrado ad un periodo per così dire “sospeso” che ci ha traghettati nella nuova normalità fatta di ingressi contingentati, coda fuori dalla porta del negozio, responsabilità nel far rispettare norme di comportamento, come se non bastasse già tutto ciò di cui un piccolo imprenditore deve occuparsi.
New normal, il termine in inglese per definire questa nuova modalità di vità, non ha tardato a diventare di uso comune anche per noi italiani. Si, perché gli anglofoni sono bravissimi a coniare nuove etichette per ogni tipo di evento, e questa volta hanno proprio indovinato.
A dirla tutta, nel nuovo millennio è la terza volta che ci troviamo davanti ad una nuova normalità, infatti il termine era già stato utilizzato a seguito della...
Se da un lato i lunghi mesi del lockdown imposto dalla pandemia da Coronavirus hanno avvicinato milioni di persone all’ecommerce, dall’altro abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo di interi comparti, primo tra tutti -ovviamente- il mondo dei viaggi con un -86% a marzo e un -30% nel primo trimestre. Seguono i centri commerciali fisici (-82%) e gli outlet (-83%) (dati ecommercemonitor.it).
I numeri del lockdown
In questa situazione, a cui nessuno era preparato, dai governi ai comuni cittadini, il mondo dell’ecommerce ha risposto presente, facendo segnare in alcuni settori crescite a tripla cifra, mai neanche ipotizzate nelle previsioni più rosee. Parliamo dei comparti che trattano beni di prima necessità, come la spesa online, il petfood (+36%) e le farmacie online (+51%) per citarne alcuni, mentre altri, come ad esempio l’abbigliamento, non se la sono passata molto bene, complice anche l’incertezza economica che ha portato a limitare le spese ritenute non strettamente necessarie. (dati qapla.it)
Ecommerce non significa solo fatturati milionari
Ma attenzione...
Come le recensioni e le ormai note “stelline” influenzano gli acquisti sia online che offline e come gestire le recensioni negative perché diventino un valore per la tua attività.Le recensioni danno visibilità al venditore, creano fiducia negli utenti, fidelizzano i clienti e aiutano ad aumentare le vendite.Le ricerche evidenziano che l’80% degli utenti dichiara di non effettuare acquisti presso negozi che hanno recensioni negative. Sembra paradossale ma ottenere il 100% delle recensioni positive non deve essere visto con un obiettivo da raggiungere. (Fonte www.recensioni-verificate.com)
Cosa sono e come vengono gestite le recensioni
Che il vostro negozio sia fisico oppure online, il percorso non cambia: una volta che il cliente ha effettuato il suo acquisto viene inviata una mail (o se preferite un sms) con la richiesta di recensire la sua esperienza di acquisto e/o i prodotti acquistati. A seconda del giudizio espresso, la recensione viene direttamente pubblicata oppure inviata al venditore per il “diritto di replica” nel caso in cui si sia...
Il loyalty marketing o programma di fidelizzazione è l’insieme delle azioni di marketing svolte da un brand per cercare di rendere fedeli i clienti già esistenti. Alla base delle strategie di fidelizzazione c’è la volontà di raggiungere il più alto grado di soddisfazione possibile della propria clientela, con l’obiettivo dichiarato di far sì che i clienti attuali tornino ad acquistare.
I primi programmi fedeltà
La storia del loyalty marketing inizia qualche decina di anni fa con i primi programmi per frequent flyers, ovvero per coloro che viaggiavano spesso in aereo. I programmi permettevano di accumulare punti ad ogni volo acquistato, da investire poi in altre cose. Il successo di questi modelli, dettati principalmente dalla novità, è stato tale che l’esempio delle raccolte punti continua ad essere utilizzato con successo da tantissime aziende in tutto il mondo.
Applicare una buona strategia di loyalty marketing è una delle decisioni più redditizie che il brand possa prendere per aumentare le proprie entrate. Varie ricerche dimostrano infatti...
Il crawling di Google, a partire da settembre 2020, è diventato esclusivamente Mobile First Index. Ma cosa vuol dire, e come può impattare sulla nostra attività se abbiamo già un sito internet?
Un crawling (detto anche spider) è un software che analizza i contenuti in rete in maniera metodica. Lo spider lavora spesso per conto del motore di ricerca, in questo caso di Google. A seconda di come è impostato il crawling, il motore di ricerca premierà o penalizzerà i siti che rispettano o meno le condizioni di partenza. Quello lanciato da Google a settembre 2020 lavora premiando i siti nativi mobile (Mobile First Index).
L'indicizzazione premia la versioni Mobile First
Google utilizzerà quindi un signal ranking per dare un 'voto' al tuo sito in base al canone Mobile First Index. Negli anni passati, nonostante l'aumento di visualizzazioni e migliorie delle versioni mobile, era sempre analizzata la Desktop First.
La stessa Google, al momento dell'aggiornamento che ha influenzato l'indicizzazione sul proprio motore...
Corriere della sera ha pubblicato la tanta attesa classifica dei 500 migliori e-commerce sul mercato italiano. La classifica è stata stilata da l’Economia insieme con Statista.
Le 500 eccellenze italiane nel settore e-commerce vengono suddivise, per praticità, in 8 categorie differenti: Moda & Accessori, Alimentari, Salute & Bellezza, Casa & Arredamento, Tempo libero & Media, Ufficio ed Elettronica, Sport & Motori e Generalisti.
I criteri di valutazione degli e-commerce sono stati una combinazione tra user experience, facilità di acquisto e sistemi di pagamento:
struttura e facilità d’uso;sicurezza;pagamento;acquisto e consegna;servizio clienti e comunicazione;performance tecniche.
Chi sono le eccellenze del mercato italiano
Tra i 500 siti selezionati da l'Economia e Statista, alcuni si sono rivelati piacevoli sorprese che innescano molte riflessioni sul futuro dell'ecommerce in Italia. Se, nella categoria Moda & Accessori, si sono riconfermati in testa i grandi colossi (come Pull&Bear, Adidas, Tezenis, Brums). Nella top ten sono presenti marchi come Bershka.com, Stradivarius.com e Zara.com. In particolare quest'ultimo colosso spagnolo sta puntando sui canali di vendita online...